Sarajevo

Cosa Troverai: 

Se Belgrado era la capitale politica della Yugoslavia, Sarajevo rappresentava la capitale culturale, per il suo fervore artistico e letterario: Sarajevo non solo ha ospitato le olimipiadi invernali del 1984, ma è stata un punto di riferimento per molti poeti, scrittori, musicisti e registi, tra i quali il premio Nobel per la letteratura Ivo Andric; tutte le sue opere sono dedicate alla Bosnia e alle sue complesse vicende umane e culturali. Oggi il cittadino di Sarajevo forse più conosciuto è sicuramente Emir Kusturica, il regista di “Underground” e di altre numerose pellicole, molte delle quali sono state musicate dal suo concittadino Goran Bregovic, dando vita ad una lunga e ricca collaborazione. Entrambi erano figli di genitori di etnia e religione diversa. Ed è stata proprio questa la ricchezza di Sarajevo: i suoi diversi aspetti culturali che l’hanno animata. Ebrei, cattolici, ortodossi, musulmani: Sarajevo ha il fascino di un ponte lanciato fra est e ovest, dove campanili e moschee si guardano dentro la stessa città. Qui è scoppiata la prima guerra mondiale, qui durante la guerra di Yugoslavia si è consumato uno degli assedi più feroci della storia moderna. Qui, a Sarajevo è piacevolissimo passeggiare, toccare con mano la storia, gustarsi un ćevapčići, un pljeskavica, o un piatto di raznjci. Magari accompagnati da una buona Sarajevsko. Di che parliamo? Dell'ottima cucina bosniaca... anche questa da provare a Sarajevo!

Prima di partire vi suggeriamo di approfondire qualcosa sulla storia di Sarajevo negli ultimi anni. Il film "Welcome to Sarajevo" di Michael Winterbottom sarà un ottimo punto di partenza.

La bianca stazione di Sarajevo è immersa nella luce del giorno. Un cartello all’interno vieta di scattare fotografie. La stazione dei treni di Sarajevo era una delle più belle di tutta Europa. Gli stessi bosniaci ne facevano un vanto per l’efficienza e la modernità. Era una di quelle eredità lasciate dagli austriaci, che ammodernarono la Bosnia dotandola d’ infrastrutture viarie e di trasporto. Sebbene siano passati più di dieci anni dalla guerra, e l’edificio sia stato ricostruito, la stazione non conserva più quegli elementi che la fecero diventare il fiore all’occhiello dei Balcani. Oggi ha l’aspetto di una grande stazione ferroviaria qualsiasi. I collegamenti internazionali passano quasi tutti per Zagabria, altrimenti si può proseguire per Mostar.

Bosnia-Erzegovina

I treni bosniaci sono gestiti dalla ZFBH (Željeznice Federacije Bosne i Hercegovine, sito  www.zfbh.ba) e dalla ZRS (Željeznice Republike Srpske) nella Repubblica Serba di Bosnia (sito www.zrs-rs.com ma è solo in serbo). Le prenotazioni sui treni nazionali non sono possibili, come non è possibile il trasporto delle biciclette. Per alcuni collegamenti internazionali con treni notturni può essere richiesta la prenotazione.

Le informazioni turistiche sono in centro, in  Zelenih Beretki 22a (lunedì-venerdì 9-20, sabato fino alle 16, domenica 10-14): vi troverete brochures, mappe, libri e personale preparato. Attenzione alle false guide, se proprio volete una guida turistica: gli autorizzati devono esporre sull'abito una licenza rilasciata dal Cantone di Sarajevo.

L'aeroporto si trova a poco meno di 7 km dal centro. Vi operano alcune compagnie regionali, qualche compagnia di linea più qualche low cost (Germanwings, Norwegian, Pegasus). Si raggiunge con una combinazione di autobus (36) e tram (fino a Nedžarići). Il sito è www.sarajevo-airport.ba

Autobusna stanica, di fianco alla stazione ferroviaria. Collegamenti prevalentemente verso la Croazia.

Lukavica Sarajevo (ma conosciuta anche come Istočno Sarajevo), è nel quartiere orientale e serve prevalentemente la Serbia e il Montenegro. Ci si arriva in taxi o con il trasporto pubblico (linee 103 and 107 o anche il 31E, chiedete per la stazione degli autobus Lukavica.

Sarajevo è molto ben servita dal servizio pubblico: autobus, filobus, tramway, minibus. I biglietti si acquistano da qualsiasi giornalaio.

Sarajevo è abbastanza continentale, con inverni abbastanza rigidi (a gennaio sono comuni medie di circa -1) ed estati calde e serene. 

Appena usciti dalla stazione troverete qualcuno che cercherà di proporvi una stanza o un ostello. Se arrivate tardi e avete una tenda, pare che un'opzione sia di andare a campeggiare nel parco lungo il fiume Miljacka. L'alloggio in genere è economico e c'è un fiorente mercato di privati che affittano una stanza. Esistono anche delle agenzie specializzate che vi troveranno un alloggio presso privati, il consiglio è sempre quello di vedere prima la stanza e poi pagare.

Per il cibo, beh ci rifacciamo ai consigli di Locomotivebreath:

la cucina bosniaca è ricca di leccornie, per lo più carnivore. Ad esempio i ćevapčići cotti, saporite salsiccette di carne d’agnello tritata, servite in un pane caldo (lepinja), una specie di pita greca, con formaggio fuso e cipolle. Sono considerati il piatto nazionale bosniaco e il più diffuso in tutti i balcani. Una vera goduria. Oppure pljeskavica, hamburger di vitello molto saporiti, i raznjci, tenerissimi spiedini di carne. C’è da restare soddisfatti: pochi marchi bosniaci e fai una bella mangiata. Ovviamente il tutto deve essere accompagnato con una delle tante buonissime birre dei Balcani (Lasko, Sarajevsko, Karlovacko, etc.). E se si vuole finire in bellezza il pasto un bel bicchierino di rakjia (grappa) o delle sue varianti fruttate, sljivovica (distillato di prugne) o viljiamovka (distillato di pere). Roba forte, da far piegare le gambe anche a chi regge bene l’alcol. 

Haris Youth Hostel, è un ostello di catena HI situato nella parte orientale della città in Vratnik Mejdan 29. Si trova a circa 15 min. a piedi dal centro. Il classico ostello di catena, con letti a castello in legno. Pulito ed economico.

Hostel Ljubicica, si trova in centro in Mula Mustafe Baseskije, 65 Basèar. Un grande ostello, ma un po' controverso in quanto a pulizia. Lockers e wifi gratis.

Zeljo è il posto dove pare si cucinino i ćevapčići più buoni della Bosnia. Pochi piatti, per lo più tutta carne alla griglia, gusto assicurato. Non dimenticatevi una buona birra per mandare giù il tutto! Si trova in Kundurdžiluk (Baščaršija).

Mala Kuhinja, un ristorantino in Josipa Stadlera 6. Piccolo nelle dimensioni ma non nella qualità: piatti di verdura e carne improvvisati giorno per giorno secondo cosa c'è di fresco. Da provare!

Ormai l'avete capito: Sarajevo è un mix di culture, genti, religioni, popoli. Qui si accese la miccia della prima guerra mondiale, qui si sono consumati i tragici giorni della guerra di Jugoslavia, e in particolare l'assedio di Sarajevo, quando per oltre tre anni dal 1992 al 1996 la città fu assediata dalle truppe serbo-bosniache, con una popolazione civile stremata fra cecchini e mancanza di genere alimentari e di prima necessità. Il fatto di essere un crocevia di culture da sempre rende Sarajevo una città ricca di opportunità e di luoghi da vedere e visitare.

Bascarsija è il centro della città vecchia: di epoca ottomana e conserva l’aspetto di un bazar medio-orientale, tra botteghe e artigiani intenti a realizzare oggetti in rame e ottone. Non mancano i negozi di paccottiglia, gadgets e souvenirs vari. 

Sarajevo Tunnel Museum, il museo dedicato al tunnel che collegò l'aeroporto di Sarajevo alla città, unico link con il resto del mondo nei giorni difficili dell'assedio. Si trova vicino all'aeroporto.

Ferhadija è una delle vie più frequentate della città. Prima di imboccare questa via, se si proviene dal quartiere turco, c’è la Moschea Gazi Husrevbey. Qualche metro dopo, in una via sulla destra, si ha il quartiere ebraico con la Sinagoga. Ritornando sui propri passi e prendendo via Ferhadija, s’incontra la Cattedrale cattolica. Attraversata la strada, qualche metro più in là, ecco la Cattedrale ortodossa. Nel raggio di qualche centinaio di metri si trovano i templi delle tre grandi religioni monoteiste del mondo e per questo è stata definita la Gerusalemme d’Europa.  

Moschea Gazi Husrevbey, una delle più belle e grandi d'Europa. Notevolmente danneggiata durante l'assedio, è stata restaurata dopo la guerra. Non si tratta solo di una moschea, attorno ad essa furono create varie istituzioni fra cui un'importante biblioteca che ancora oggi conserva importanti manoscritti arabi, persiani, turchi.

Gita sulle colline, Sarajevo è in una valle e una gita sulle bellissime colline circostanti permette di ammirare la città in tutta la sua bellezza. 

Resti della guerra, i segni sono ancora frequenti: se andate verso la stazione degli autobus  Lukavica troverete una Sarajevo meno “decadente” emalinconica e forse più “realistica” e cruda. Le zone a ridosso di Skenderija, il quartiere sorto per ospitare gli atleti delle Olimpiadi invernali del 1984, è ancora pieno di enormi palazzi bucati dai colpi di mortaio e dal fuoco delle mitragliatrici. Alcuni edifici alti fino a 16 piani hanno le facciate ancora annerite e arse dal fuoco delle bombe incendiarie.

In centro l'Holiday Inn era l’albergo dei giornalisti durante l’assedio della città, e la strada Ulica Zmaja od Bosne, quella che è il tristemente famoso viale dei cecchini, uno dei luoghi più pericolosi dellca città durante l'assedio.

Intorno alla città, sulle colline fra le case, sarà comune vedere radure disseminate di piccole, bianche lapidi: sono i tanti cimiteri che ancora ricordano uno dei peggiori eventi di guerra avvenuti in Europa dopo la seconda guerra mondiale.

Museo Nazionale Bosniaco, in Zmaja od Bosne 3. Non aspettatevi un museo noioso. Grandezza, contraddizioni, e una ripassata sulla storia recente della guerra di Yugoslavia. Un momento molto recente, ma poco conosciuto, complicato e che spesso avvertiamo come lontano da noi. Un'ottima occasione per saperne di più. Il museo è conosciuto anche come Museo Storico Bosniaco.

Se vi aggirate nei dintorni della città fate attenzione ai campi minati! Ce ne sono ancora, rimasti dalla guerra. Quindi non avventuratevi mai al di fuori dei percorsi pavimentati su prati o boscaglie. Purtroppo non esiste ancora un elenco completo dei campi minati. Fate attenzione anche ai cani randagi, molto comuni nei dintorni ma frequenti anche in città: vengono attratti soprattutto dall'odore del cibo e possono essere pericolosi. Ovviamente, non avventuratevi mai in palazzi abbandonati o che portino evidenti segni dei combattimenti. Ce ne sono ancora e spesso sono minati.

Se andate in ostello sarà facile incontrare altri viaggiatori e andare alla scoperta della città.

Proseguire da Sarajevo richiede di programmare con attenzione orari e treni: i collegamenti non sono frequentissimi e quasi sempre richiedono un cambio a Zagabria.